Biografia

Leonardo Leonardi

Nasce a Roma nel 1948.
Autodidatta, partecipa già negli anni 60’ a mostre di pittura: personali, collettive, estemporanee, ricevendo numerosi riconoscimenti ( XXI Fiera d’Arte di via Margutta; 3° Award Hochey, mostra di pittura sportiva patrocinata dal Corriere dello Sport; Premio Nazionale “ Monte Mario”, per citarne solo alcuni).
Dopo anni di lavoro soprattutto ad olio e acrilico, oggi sta emergendo la sua predilezione per l’acquarello.
I suoi interessi sono molteplici: realizzazione di costumi di scena per alcune compagnie teatrali e costumi d’epoca per cortei storici; costruzione delle ambientazioni per presepi e vestizione dei personaggi; creazione di accessori particolari per varie occasioni.
Ha partecipato ad alcune trasmissioni televisive ( Uno Mattina, Numeri Uno) realizzando accessori in diretta. Alcune sue opere si trovano in Francia, Svizzera, Germania, Australia, Stati Uniti e Svezia.

Personale presso la Galleria “Porfiri” Nettuno ( 1972 )

Chi è Leonardo Leonardi?
Presentare un giovane pittore non è impresa facile .Soprattutto quando si tratta di un artista non contento di se stesso e, quindi, ancora alla ricerca di una sua personale maniera di espressione, di una sua tecnica del colore.
Le esperienze già vissute in tal senso da Leonardi sono varie, tutte degne di attenzione, anzi, direi, alcune riuscitissime che hanno già caratterizzato una certa personalità di questo irrequieto artista.
Infatti, dopo aver abbandonato lo stile tecnico tradizionale, proprio degli iniziati, Leonardi si è dedicato per un certo periodo esclusivamente ad una forma di espressione “monocromatica” il cui soggetto principale è il nudo di donna. Ma non convinto ancora di aver trovato la sua” vocazione” nella “monocromia”, Leonardi si getta di nuovo nella “policromia” alla ricerca di uno stile che dica tutto attraverso i contrasti di colore. Ed è questo il periodo della formazione della personalità artistica di Leonardi.
L’uso della spatola su natura morta con fasci di luci che spezzano la figura rappresenta un tentativo che va molto in voga nei giovani pittori d’oggi. Trattasi di pittura di getto che i giovani artisti utilizzano per realizzare alla svelta molte opere e partecipare così a più esposizioni. Ma per Leonardi questa non è stata che una breve parentesi che è servita per reintrodurlo nella policromia.
Oggi Leonardi sembra aver delineato la propria personalità di artista attraverso una forma di espressione “figurativa” priva di accademia, in cui predominano le figure umane.
Parlando di Leonardi artista non si può non parlare dei suoi nudi che rappresentano il mezzo espressivo di uno stato d’animo che vuole, attraverso il corpo di una donna o di un uomo ,ritrovare tutta l’innocenza e la dolcezza del proprio carattere. Leonardi nei suoi nudi non ricerca la perfezione dell’uomo o l’estetismo a sfondo sessuale, ma ricerca se stesso, vuole affermare la propria sensibilità umana.
Non a caso le sue figure hanno gli occhi romboidali senza pupilla e uno sfondo di colori intensi spezzati che rappresentano l’uno la rinuncia dell’artista a voler dare la propria espressione e lasciare,quindi, a ciascuno la possibilità di guardarsi in quelle figure, l’altro il contrasto tra l’uomo e ciò che lo circonda.
Tutto questo rappresenta esattamente il carattere dell’uomo, sensibile, innocente, ingenuo, e la sua trasformazione a contatto con la dura realtà quotidiana che lo rende diffidente. La maturazione del carattere di Leonardi, però, non si ferma ad una generica diffidenza. Così come l’uomo prende coscienza dei problemi sociali, anche l’artista riflette il travaglio dell’umanità intera , additando i tristi effetti della guerra e della droga sull’uomo nudo e inerme, nonché la rappresentazione di una civiltà tecnicizzata che sta sopraffacendo l’umanità.
Concludendo, Leonardi come uomo e come artista, pur prendendo coscienza di alcuni problemi sociali, pone al centro di tutto, come vittima, la stessa innocenza e purezza del suo spirito che diventa lo spirito di tutta l’umanità.
Pio Trippa

Presentazione Jesi S. Nicolò 2014

Scrivere dell’opera di Leonardo è al tempo stesso facile e complesso:
facile perché la sua arte è coinvolgente e tocca l’Anima;
complesso perché è difficile esternare a parole l’incanto e l’emozione che esso procura.
Leonardo è artista poliedrico. Pittore, di grande sensibilità, che affida all’acquarello ( per lo più) l’espressione della sua delicata suadente memoria. Studioso, vasta è la conoscenza del costume storico ( soprattutto quello rinascimentale), che ripropone realizzandolo con creative varianti. Punto di aggregazione culturale, ha gestito per anni lo storico negozio “ Arte 70” nel borgo medievale di Nettuno, punto d’incontro e pensatoio culturale, offrendo ad una clientela sorpresa ed ammirata, cose di gran gusto, altrove introvabili, abiti, accessori e tutto ciò che poteva rendere più piacevole l’effimero nella vita. La sua pittura è semplice, riesce a parlare a tutti, perché di impatto immediato, penetrante mai violento. Nei suoi acquarelli, affiorano alla memoria, il ricordo dolcemente struggente della sua terra ( le Marche), declivi erbosi, prospettive audaci, paesaggi ameni che in lontananza degradano e ritroviamo il fanciullo osservatore incantato e semplice nella poetica narrativa dell’uomo maturo: Jesi, S. Ciriaco in Ancona, la stazione ferroviaria di Castelplanio. I ricordi di viaggio: il banco di frutta con Piero Pasquetti, dove la dolce policromia, sposa il piacere della vacanza ai frutti della Natura. L’incanto mediterraneo di Ischia e Procida, marine ridenti e festanti del nostro amato sud. Ritratti ed autoritratti che colgono l’essenza senza mai morire nella riproduzione fotografica. L’uomo, l’artista, le sue opere conciliano la riflessione affacciandosi dolcemente e rispettosamente su un mondo dimenticato. Questo è il dialogo con l’Anima. Grazie per la tua opera e per la tua amicizia caro Leonardo.
Prof. Antonio Silvestri

Le Opere

La passione di Leonardo per l'acquerello risale ad un fortuito incontro con il pittore romano Alfonsi, maestro dell'acquerello che osservandolo dipingere gli disse"...Leonà...continua così che la tua mano, il tuo cuore ed il tuo cervello sono giusti per l'acquerello..."
Da allora Leonardo predilige questa tecnica pur non disdegnando "incursioni" nell'olio e per dirla con Oreste Mendolia Gallino"..il suo genio creativo spazia, come in una danza o in un pentagramma, da una tecnica all'altra: dall'acquerello , magistrale esperienza del controllo dell'acqua per creare effimere campiture di colore su carta pregiata, all'olio, cui nessun artista ha potuto risparmiare la propria tavolozza cromatica.( Voce della Vallesina 25 maggio 2014 )

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